Introduzione
La casa del sogno
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Oh! that my young life were a lasting dream! My spirit not awakening, till the beam Of an Eternity should bring the morrow E. A. Poe "Dreams"
Lo spazio letterario in Poe, sotto le vesti di abitazione, si presenta come dimensione dell'intimità: un luogo dove il tempo si ferma e torna indietro alla ricerca dell'identità perduta, a causa di una realtà fittizia che non ottempera alle necessità di evoluzione cosmica del personaggio. Robinson parla di transizione da un livello di esistenza materiale ad uno angelico: "Poe is most interested in the process of apocalyptic transformation- in the transitional medium that makes possible the movement from one level of material existence to another, from the human to the angelic. Transition: this is the focus of most of Poe's poems, of the tales of metempsychosis and doubling, the mesmeric revelations, the angelic colloquies, and the sea-voyages. (...) Like Poe's poetry, his tales at their best present the reader with a single narrative situation, which is developed not through character and event but through the accumulation of details and the horrific though strangely lyrical intensification of both environmental threats and the narrator's sensations."1 L'area e i personaggi sono quindi legati l'una all'altro. In maniera direttamente proporzionale la trasformazione di quest'area procede di pari passo con l'evoluzione emotiva dei personaggi, per garantire la transizione da un livello terreno ad uno angelico, che disegna: "A tableau atemporally intensified to the point of overload, (...) the point at which reality dissolves and (...) is transfigured."2 Nei racconti di Poe le case e i castelli, come spazi di riflessione dell'intimità nei quali la storia si svolge e si svincola dalla realtà, ci permettono di approdare nel regno dell'invenzione fantastica, acquistando una tale risonanza da divenire essi stessi personaggi partecipi della narrazione. Lo spazio che si costruisce tramite l'ambientazione non è un luogo soltanto fisico, piuttosto una sorta di eco alle fluttuazioni interiori ed emotive dei protagonisti. Privi di esso i personaggi non disporrebbero di un territorio adeguato alla loro azione. L'ambiente, insieme ai suoi elementi costitutivi, si trasforma e rilegge in chiave decorativa tutte le aspettative profonde dei personaggi, come in uno specchio in cui le immagini proiettate sono distorte perché fuse assieme ai personaggi che le osservano. Il castello con le sue camere, corridoi, cripte, soffitte e la sua alternanza fra piani bassi e piani alti, corrisponde al percorso formativo del personaggio. La sua identit à si staglia seguendo fughe di stanze nelle quali la tappezzeria fa da sfondo simbolico alle loro réveries, interpretandole nella loro essenza più familiare, incorporandole nel "carpet" dell'anima: "The soul of the apartment is the carpet. From it are deduced not only the hues but the forms of all objects incumbent."3 Il tappeto disegna con le sue trame arabescate l'intimo sogno del personaggio e ne sviluppa le forme insieme ai colori. L'aspetto cromatico in Poe è particolarmente curato, vedremo durante l'indagine come certe tinte si ripetano in vari racconti, e quali significati abbiano. La tavolozza dei colori modifica le sostanze: "Trasformare significa tingere. (...) Questa potenza trasformatrice (...) possiede tutti i colori, ossia tutte le potenzialità. Dopo aver valorizzato la tintura fino a renderla la vera radice della sostanza, fino a farle soppiantare la materia senza forma n é vita, si possono studiare meglio le immagini delle proprietà infuse e delle forze di impregnazione. Il sogno di impregnare figura tra le più ambiziose r éveries della volontà. Ha un solo complemento di tempo:l'eternità."4 L'eternità come spazio di sviluppo del sogno è collegata ad un piano di esistenza aldilà della vita terrena, e tutti i simboli che riguardano questo passaggio dalla realtà al sogno non fanno che rispettare una medesima sequenzialit à, che si compone di particelle innumerevoli ripetute all'infinito. Lo schema dei colori ne fa parte, tanto quanto il reiterato impiego di finestre ogivali, vetri purpurei, luci dalla provenienza incerta, tappeti arabescati: il complesso dell'arredamento si presenta agli occhi del lettore come la quintessenza della zona onirica. L'esitazione dei personaggi nel momento della descrizione dei castelli, delle stanze e dei complementi d'arredo, il dubbio che ogni volta li fa pensare di avere una percezione alterata della realtà che li circonda avvalora questa ipotesi. La realtà onirica è appunto rappresentata dalla casa natale, casa dell'assoluta intimità. Bachelard sostiene: " La casa del ricordo, la casa natale è costruita sulla cripta della casa onirica, cripta in cui si trovano la radice, l'affetto, la profondità, l'immersione dei sogni. "5 In questa casa il tempo si ferma di fronte ad una rotatoria intorno alla quale il personaggio deve girare per giungere al proprio futuro. La rotatoria descrive un viaggio a ritroso nel passato del personaggio e che lui è costretto a ripercorrere. Il sogno, in questo caso, permette al passato di rivivere attraverso le mura della casa, che si dipinge dei suoi colori: la forza d'impregnazione della casa influenza il personaggio che, a poco a poco, riesce a distinguere i segni premonitori della morte. Discendere nel passato significa infatti ricongiungersi con la nascita, momento simbiotico per antonomasia, ed all'estremità opposta si trova la morte, l'altra congiuntura essenziale e conclusiva della vita. Come in un cerchio, il personaggio parte dal punto d'incontro con la vita per arrivare alla fine della rotatoria, che presenta il risveglio definitivo nella morte. Poulet commenta: " At the extremity of dream there is death. And yet at the extremity of the dream there is also the awakening, that is to say life. Sudden passage from death to life, or from the consciousness of death to the consciousness of life. (...) But this awakening is not concluded, and as first it places consciousness in a true moment, so thereafter it brings it into a true time. In other words, having recalled a person to the consciousness of his actual existence, it then recalls him to the consciousness of his nonactual life, that is to say his past and his future. Now aroused, he can escape neither the past nor the future. (...) By knowing who one has been, one knows who one will be, and when and how one will die. "6
Il riconoscimento dell'identità da parte del personaggio lo risveglia dal sogno, riportandolo nella realtà attuale: ma l'individuazione della realtà porta inesorabilmente con sé l'ammissione dell'esistenza della vita e della morte. La zona di propagazione del sogno interpreta tutto al presente, quindi gli spostamenti temporali sono fittizi. Ciò significa che l'area di espansione della realtà al contrario di quella onirica, non è sospesa nel tempo, bensì imperniata su di esso. Il personaggio allora è obbligato, nel momento in cui percepisce la realt à, e per rendere possibile il trasferimento nello spazio del sogno, a creare delle locazioni adeguate. Durante lo studio ci si accorgerà che le ambientazioni non sono mai situate in uno spazio ben determinato: le informazioni si riducono a degli accenni a qualche landa desolata dell'Inghilterra oppure a dei castelli in regioni sconosciute, ed evidenziano il sottinteso (suggerito dal personaggio o dall'io narrante) che situare i luoghi fisici o temporali potrebbe essere un limite per la storia. Limite che trova la sua motivazione perché la vicenda raccontata non vuole essere condizionata da confini geografici e, appartenendo alla categoria del sogno non può dimostrare la veridicità delle sue immagini rappresentative se non come esperienze psichiche: " Gli elementi che compongono il sogno non sono affatto semplici rappresentazioni, ma vere e proprie esperienze psichiche, come quelle che si effettuano mediante i sensi durante la veglia. Mentre nello stato vigile la psiche rappresenta e pensa per immagini verbali e per mezzo del linguaggio, nel sogno pensa e rappresenta per autentiche immagini sensoriali. Nel sogno vi è inoltre una coscienza dello spazio, in quanto sensazioni e immagini vengono situate, come nella veglia, in uno spazio esterno. (...) Se tuttavia (la psiche) sbaglia, ciò dipende dal fatto che nel sonno le viene a mancare il solo criterio (la legge di causalità) che può permetterle di discernere la provenienza esterna o interna delle percezioni sensoriali. Essa non può sottoporre le immagini alle sole verifiche che ne indicano la realtà oggettiva."7 L'esitazione del personaggio di fronte alle immagini oniriche dipende dal mancato raffronto con una realtà oggettiva che ne confermi l'autenticità: esse sono originali fino a quando permane nel soggetto sognante il dubbio che si tratti di sonno o veglia, ovverosia finchè non si sveglierà.
"Dream" per Poe è un termine ricorrente sia nei racconti che nelle poesie: abbiamo almeno quattro poesie, (" A Dream", "A Dream Within a Dream", " Dream-Land" e "Dreams"), il cui titolo parla di sogni, e il cui leit motiv è quello di una vita come sogno. Il sogno per Poe è uno stato che deve mantenersi perenne, perché il risveglio dal sogno significa il contatto con una realtà rifiutata. Poe costruisce una casa per il sogno e la edifica in ogni racconto per farvi alloggiare i suoi personaggi e permettergli di passare da una condizione di infelicità terrena ad una di serenit à turbata nel sogno. Turbata a causa dei piccoli scampoli di realtà che, si profilano non appena si schiude una porta o si guarda attraverso una finestra, o si osservano sbigottiti i segnali premonitori del risveglio. Si rimane accecati e paralizzati in una prigione che non lascia pertugi aperti per la fuga, ma solo un grande orrore per la crudele legge che intima perentoria il richiamo all'ordine della realtà. Legge che risolve il sogno nella morte, trasforma l'alloggio della visione onirica in una bara lussuosa e terrificante, e l'attesa della riunione cosmica in una disintegrazione apocalittica prima della simbiosi terminale.
I quattro racconti scelti per l'analisi di questo tema sono: "The Fall of the House of Usher", "Ligeia", "The Masque of the Red Death" e "Metzengerstein". Il criterio di selezione adottato si è basato principalmente sulla presenza di tratti similari per quanto concerne la raffigurazione del maniero e del suo complesso abitativo interno ed esterno. Tenendo presente l'ampiezza del Poe canon, era irrinunciabile un vaglio approfondito e ristretto, per non venire meno ad una ricerca che si pone come scopo la dimostrazione di quanto l'universo spaziale poesco sia legato ad una visualizzazione dei contenuti onirici del vissuto, e della messa in atto di sistemi simbolici che guidano verso la scoperta di una metafisica contraria ai codici di differenziazione globalmente accettati. Una metafisica che nel tessuto del racconto ricama la propria trama sovversiva. Procedendo nella lettura si noterà come lo spazio onirico sia un riflesso di questa concezione che stabilisce il primato assoluto del sogno sulla vita reale, del risveglio definitivo nella morte come associazione tra Dio e l'infinito, in fusione con l'uomo.
1
Douglas Robinson. American
Apocalypses. The Johns Hopkins University Press, Baltimore, 1985, p. 111-112.
2
Ibid.
3
E. A. Poe. "The Philosophy of Furniture" in The Fall of the House of Usher and
Other Writings. Penguin, London, 1986, p. 415.
4
Gaston Bachelard. La terra e il riposo.Le immagini dell'intimità.
Red Edizioni, Como, 1994, pp. 38-39. Titolo orginale: La Terre et le réveries
du repos.Essai sur les images de l'intimité, José Corti, Paris,
1948.
5
Ivi, p. 93.
6
Georges Poulet. "Poe", in Eric W. Carlson (ed.), The Recognition
of Edgar Allan Poe. Selected Crticism since 1829. The University of Michigan
Press, 1966, pp. 234-235.
7
Sigmund Freud. L'interpretazione dei sogni. Bollati Boringhieri,
Torino, 1988, pp. 67-68. Titolo originale: Die Traumdeutung, 1899.

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