La chitarra di Roderick Usher
di Francesco Piselli
![]()
In una fosca silente giornata dautunno, casa Usher periclita su un immoto stagno negro, racchiusa da una bolla di gas grigiastro, respirabile ma non atmosferico. La sua tenuta statica, anche se sta continuando, non può continuare. Una fine incrinatura, infatti, che la percorre da cima a fondo, pronta a dilatarsi fatalmente, è tutto ciò che addentella il suo pietrame disgregato: siamo alla fine. Materialmente, tante altre architetture orfane di manutenzione non sono migliori; metafisicamente, lesperienza è pessima.
Unquestionably, sostiene Poe: Un misto di bellezza, melanconia, nevermore, morte, è proprio il meglio agli effetti poetici; ma questa volta ogni estetismo manca, lintimo gelo e la tristezza insopportabile sono completamente esenti da soffusioni poetiche o sublimi. Qualcosa di simile si prova soltanto quando nel dormiveglia, mentre uno si desta da qualche narcosi oppiacea, gli cade ogni velo, la realtà di ogni giorno appare come sta, assolutamente depressiva: e tale, è perché enormemente invecchiata e disgregata, lesionata dallinfinitamente sottile istante, listante che tiene insieme tanto quanto separa, tanto quanto agisce per precipitarla nelle macerie disgregate che essa già è; ma almeno là si crede di sognare, non ora che una luce tremenda, sanguinosa, durevole, attraversa il vuoto aperto dallistante in atto di sfasciarsi insieme al resto.
Poe non esita ad entrare in quella preoccupante Casa, per dare qualche assistenza a un suo amico assai mal messo. Là infatti Roderick Usher soffre di terrore che egli continuamente rioggettiva come terrore di cui ha terrore; in infinitum è dunque per progredire lesperienza del suo terrore in una col terrore della sua esperienza, finché, luna e laltro divenuti assolutamente insostenibili, la coscienza risulti occupata e distrutta dallinfinito terrore che essa stessa ha accumulato sul terrore. Usher distanzia il terrore assumendo alcolici o narcotici, o se ne distrae con la lettura e la pittura. Anche, cerca e tenta inviluppi di prassi e teoria musicale, da compositore e interprete sperimentale contemporaneo, irriguardoso verso la tradizione orecchiabile.
Qui, per lui, sorge una grave difficoltà.
Il suo cuore, simile a un risonante liuto sospeso, amplifica, e morbosamente, e intollerabimente, stimoli anche molto deboli, quali di sapori appena spiccati, tessuti al tocco, fiori dal profumo tenue, fioca luce. Quale la sofferenza di Usher, si immagina, in mezzo a tutto il chiasso della Casa, Lady Madeline grattante e rantolante nel sepolcro, Poe che legge ad alta voce il Mad Trist, cigolii e rimbombi, il travolgente tuono, immenso, allatto della frana che conclude!
Una quantità di strumenti gli sarebbe preclusa, come troppo sonori: pessima privazione, nel 1839, doversi astenere dal pianoforte! Accetta però alcuni sommessi cordofoni, fra i quali il liuto dovrebbe propriamente andare bene, dato che a quello il suo cuore è simile. Ma sul momento il liuto è, sebbene spesso rammentato da poeti, quanto a prassi strumentale estinto. Rintanato nella sua decrepita Casa, tutta grigia muratura, torrette, arcature gotiche, cripte, trofei darmi, libri rari e noiosi, pavimenti neri, arazzi tetri, angoli bui, Usher se toccasse il liuto finirebbe completamente in fiaba antiquaria.
Ma la chitarra, al liuto del resto abbastanza affine, tiene Usher al passo coi tempi. Lo strumento, per quanto di antica genesi, si è propriamente affermato da poco, è stato ristrutturato al punto di risultare nuovo.
Abbandonate ormai alla filologia le intavolature, i pezzi si scrivono e si leggono con precisione su un solo, comodo, rigo di sol traspositore, la stabile accordatura su sei corde semplici è confermata. Interpreti, compositori, maestri celebri non mancano. A confronto di un pianoforte o di un organo, la chitarra è certamente limitata (narrow limits) non fossaltro che per estensione e massa auditiva. Tuttavia la sua piccola sonorità, netta e non tanto breve, mette bene allo scoperto gli sviluppi polifonici e contrappuntistici; per di piú, coi suoi favori armonici e timbrici asseconda limprovvisazione e il fantastico: tutti punti di eccellenza per Usher.
In particolare Poe ricorda che questi praticasse sulla chitarra una certa singolare amplificazione e perversione della strana melodia nellultimo valzer di Weber. Scelta la quale conferma le propensioni al contemporaneo di Usher non mal posta, sia date le peculiarità suggestive drammatiche e musicali del colorito autore, sia perché la produzione di Weber per canto (Usher canta) e chitarra non è, effettivamente, trascurabile.
Nella specie, ho cercato, e trovato, una trascrizione depoca che almeno ci dia unidea di un (ritenuto) Weber trasferito sulla chitarra a quel tempo, e della quale non sia incredibile che possa essere stata di appoggio a Poe per lassegnazione al suo melanconico sire. In questa analisi è cosí conseguito un primo risultato: appena che ascoltiamo quella partitura, ci accorgiamo che la trasposizione allottava inferiore, la tonalità, la diteggiatura, possono rendere linsieme, se interpretato a modo, rispetto allaggraziata tastiera originaria, alquanto piú colorito, piú weberiano (di fatto, il valzer non è di Weber); ma sia pur se sottoposto ad artifizi timbrici, tempi rubati e simili, il pezzo non riesce davvero a sembrare qualcosa di intimamente strano o selvaggio.
Ma dobbiamo considerare che dallanima di Usher, come riferisce Poe, si riversava in continuità una tenebra speciale, non però allo stato negativo di privazione, ma a quello di inerente qualità positiva, in forma di oscura energia raggiante (unceasing radiation of gloom), sotto il cui influsso ogni oggetto fisico e morale, cui Usher portando attenzione la dirigesse, si accendeva di livida luminescenza. Se il simpatico valzer prende un inquietante bagliore, è dunque per il solo fatto che Usher se interessa.
Manifestamente, Poe si è avvalso dellanalogia con ciò che noi diciamo lultravioletto o linfrarosso, a quel tempo noto come le radiazioni invisibili di Goethe che, oltre lestremo violetto o, meno efficacemente, sotto il rosso, dello spettro solare, eccitano la luminescenza di particolari materie.
Cognizioni cosí, ancora abbastanza nuove, completano e fanno piú perspicua la dichiarazione di contemporaneità.
Contemporaneo è listante, ed è sempre lultimo istante. Siamo allistante, che è lultimo, della casa Usher e di ciò che essa contiene. Lintenzione conoscitiva dello sfrenato chitarrista è del tutto opposta a quella, preconizzata dalla fenomenologia, che richiede un opportuno distacco dalloggetto; ma qui vuole valere piú della cautela teoretica leffetto di una mente sconvolta (distempered ideality): la tenebra irradiata da Usher forza le cose a un chiarore sulfureo di verità grazie al quale esse si palesano le ultime cose. La musica contemporanea è lultima musica; il valzer di Weber, strano perché in quanto ultimo non può piú essere, ma continua ad essere ancora un poco, è lultimo valzer.
Testi e note
Essays and reviews, New York, The Library of America, 1984. G. R. Thompson wrote the notes and selected the text for this volume.
Collected works of Edgar Allan Poe. Edited by Thomas Ollive Mabbott with the assistance of Eleanor D. Kewer and Maureen C. Mabbott. Cambridge, Mass., The Belknap Press of Harvard University Press, 1978. Volumi I, II, III. Nel volume II, a p. 392-417,è The Fall of the House of Usher.
Tutti i racconti, le poesie e le Avventure di Arthur Gordon Pym. Introduzione di Tommaso Pisanti. Traduzioni di Daniela Palladini, Elisabetta Donfrancesco, Enzo Giachino, Tommaso Pisanti, Riccardo Reim. Roma, Newton Compton, 1992.
Waltz|by|Carl Maria von Weber|(his last Composition.
In Nüske, J. A. : The three celebrate waltzes of Mozart; Beethoven & Weber, arranged for the spanish guitar, London, A Betts, s. d. Datato [1830?] nel British Library Catalogue of Printed Music, dove comunque Nüske appare con opere del 1827 e del 1835. Nel catalogo della musica a stampa della British Library vedo anche, quanto all Ultimo Valzer di Weber, partiture per arpa sola, arpa e pianoforte, violino e pianoforte, pianoforte solo, fra le quali una di Nüske del 1827.
Weber a passé pour un élégiaque dont la Dernière Penseé a incarné, plus encore que le Freischütz, lâme pathétique. Or, cette Dernière Penseé si célèbre, dont le rôle dans la littérature universelle a été si grand (voir Poë et la Chute de la Maison Usher) nest pas à lui Cosí Coeuroy p. 33. Lautore è infatti Karl Gottlieb Reissiger. Gran quantità di edizioni sotto diversi nomi come Webers Letzter Gedanke, Dernière Pensée Musicale, Last Idea, Last Waltz sono citate in Jänhs IV, p. 104.
Potete ascoltare la trascrizione di Nüske facendo clic qui presso su audio.
Béranger, Pierre-Jean de: Le Refus, in Oeuvres complètes, Paris, Perrotin, 1857.
Non accetta, in nome della Libertà, una pensione dal Generale Sebastiani (non Galignani come vuole Mabbott) e conclude:
Gardez vos dons; je suis peureux;
Mais, si dun zèle généreux
Pour moi le monde vous soupçonne,
Sachez bien qui vous a vendu:
Mon coeur est un luth suspendu:
Sitôt quon le touche, il résonne.
Béranger vuol dire che, persona sensibile come egli è, toccato dalla generosa offerta, la rifiuta ma anche la renderà a tutti nota.
Coeuroy, André: Weber. Paris, Alcan, 1925.
DellAra, Mario: Manuale di storia della chitarra, vol. I, Ancona, Berben, 1988.
Goethe, Johann Wolfgang: Zur Farbenlehre, herausgegeben von Manfred Wenzel, in Sämtliche Werke, 23/1, Deutscher Klassiker Verlag, 1991. Là riferisce delle radiazioni invisibili: Hart über dem Violett auch unter dem Rot sogenannte unsichtbare Strahlen. (p. 994-995 e 1004 corsivo mio).
Viene in mente, mettendo insieme luce nera e liuto, Gérard de Nerval (El Desdichado):
et mon luth constellé
porte le Soleil noir de la Mélancolie.
Jähns, Friedrich Wilhelm: Carl Maria von Weber in seinen Werken, Berlin, 1871.
Weber, Carl Maria von: Lieder zur Gitarre. Ausgewählt, eingeleitet und herausgegeben von Ludwig Karl Mayer. München, Dreimasken Verlag, 1921.
